L’avvocato che voglia utilizzare in giudizio un’argomentazione giuridica ricavata da un sistema di intelligenza artificiale generativa deve verificarne adeguatamente i fondamenti, con particolare riferimento alla veridicità e all’esistenza dei precedenti giurisprudenziali, in applicazione del dovere deontologico di verità, al fine di non introdurre nel procedimento elementi di prova o documenti che l’avvocato sappia essere falsi.
Nel caso in cui l’uso giudiziale di precedenti falsi o insesistenti, forniti da un software di intelligenza artificiale generativa, arrechi un danno ad altri, è tenuta al risarcimento anche la società produttrice del software, se non prova di avere adottato tutte le misure idonee a evitare il danno medesimo.
A seguito degli errori medici che hanno anticipato la morte del paziente, tutti i diritti patrimoniali e non patrimoniali, compreso il diritto all'identità digitale e la sua tutela, spettano all'erede e non al prossimo congiunto. A questo spetta invece il diritto di agire in giudizio per ottenere il risarcimento dei danni patiti per la morte anticipata del congiunto e la sua tutela in ambito penale. Della morte anticipata di un paziente, a seguito dell'utilizzo da parte del medico di cure basate sul ricorso all'I.A., e con riferimento al mancato funzionamento di questa, risponde in solido il medico e la struttura sanitaria; in solido inoltre: con il programmatore del software, ma solo per gravi difetti di programmazione; con il comitato etico ma solo per inidonea redazione del protocollo e per non corretta analisi dell’adeguatezza della struttura sanitaria; con la società venditrice ma solo nei limiti dei vizi e/o avarie del bene venduto.
Integra diffamazione la lesione all’onorabilità commessa tramite social, all’interno di un piccolo gruppo in cui la persona offesa non sia presente. Va sempre valutata tuttavia l’effettiva portata lesiva delle affermazioni offensive, compresi soprannomi o rappresentazioni grafiche.
La donazione di un software attribuito alla proprietà intellettuale altrui è nulla per difetto di causa, a meno che nell'atto non si preveda l’espressa menzione dell’altruità del bene e l'assunzione dell’obbligo, da parte del donante, di procurarne la proprietà al donatario.
Il software è un bene immateriale che può essere oggetto di possesso ai fini dell'acquisto della proprietà per usucapione.
Nel contratto di ristorazione telematico eventuali indicazioni sul contenuto del menù sono vincolanti se rientrano in specifiche clausole contrattuali. Da ciò discende la possibilità o meno di ritenere di grave o lieve entità l’eventuale inadempimento.
Il blogger può rispondere del contenuto diffamatorio dei commenti ai suoi post a titolo di responsabilità commissiva, se risulta che non cancellandoli li abbia fatti propri.
Qualora la dichiarazione di accettazione della proposta di conclusione di un contratto di vendita di beni mobili e la successiva revoca siano stati trasmessi a mezzo Whatsapp all’utenza del proponente e quest’ultimo, in virtù delle peculiari caratteristiche di tale mezzo di comunicazione, le abbia lette contestualmente, non può affermarsi l’avvenuta conclusione del suddetto contratto.
Nel caso di contratto a esecuzione differita, il verificarsi di avvenimenti straordinari ed imprevedibili che siano causa di eccessiva onerosità sopravvenuta della prestazione di una delle parti, legittima tale parte a domandare la risoluzione del contratto, laddove l’alterazione economica superi il limite ragionevolmente prevedibile, cagionando uno squilibrio notevole tra le prestazioni delle parti.
La clausola di sospensione del business account di un’impresa individuale per inadempimento di regole legittime, stabilite nel contratto d'uso di piattaforma di e-commerce, è valida quando è approvata in modo esplicito dall'utilizzatore, purché la sospensione sia fondata sulla buona fede.
L’utilizzo non autorizzato dell’home-banking altrui può integrare i delitti di accesso abusivo al sistema informatico o di frode informatica, eventualmente con l’aggravante del furto di identità digitale, che determina la procedibilità d’ufficio e non a querela di parte come nell’ipotesi base. Qualora si ritenesse in alternativa configurabile il delitto di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, la condotta di modifica, alterazione o turbamento del funzionamento di un sistema informatico potrebbe integrare l’elemento oggettivo della “violenza sulle cose”.
La diffusione mediante chat whatsapp di un video a contenuto sessualmente esplicito, destinato a rimanere privato, senza il consenso della persona ripresa, può integrare il reato di cui all’art. 612-ter c.p., primo o secondo comma; in ogni caso, risulta lesivo dell’onore, del decoro, della reputazione e privacy della persona. L’art. 612-ter, comma 1, c.p., non richiede il dolo specifico.
Il tatuaggio può rappresentare, in determinate circostanze, criterio di riconoscimento dell’identità del soggetto ritratto.