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Inadempimento dello studio legale associato per uso di sistema di intelligenza artificialeCase

L’azienda Alfa incarica l’avvocato Tizio, socio dell’associazione professionale Best Lawyers,  di svolgere con sollecitudine attività consulenziale di “due diligence”, consistente in particolare nell’analisi della contabilità aziendale a fini fiscali, al fine della imminente cessione della società commerciale alla nota multinazionale Beta.

Il mandato professionale è conferito a Tizio nel suo studio, mediante stipulazione di una convenzione scritta, nella quale si prevede una clausola compromissoria, secondo cui “tutte le controversie in materia d’interpretazione del presente contratto saranno devolute ad un arbitro, nominato da entrambe le parti, che procederà in forma irrituale come amichevole compositore della lite”.

Tizio assicura all’AD di Alfa che il nuovo programma di intelligenza artificiale Legal Mind, prodotto dall’impresa informatica Gamma, di cui è dotato lo studio, consente di svolgere il lavoro in pochi giorni, utilizzando strumenti avanzati di riconoscimento di immagini e di testi nonché di valutazione della conformità alla normativa con apprendimento automatico (machine learning).

Trascorso tale termine,  lo studio legale recapita ad Alfa via pec un dettagliato parere di congruenza (compliance) della situazione contabile e finanziaria dell’impresa con la normativa fiscale e societaria, con formale attestazione della possibilità di recuperare ingenti crediti di clienti di Alfa in base ai calcoli eseguiti dal sistema esperto Legal Mind.

In esito a tale parere, sottoscritto da Tizio su carta intestata dell’associazione professionale, Alfa stipula tramite smart contract residente su rete blockchain il preliminare di cessione d’azienda a Beta, affermando che i crediti sono certi, liquidi ed esigibili da terzi pienamente solvibili e che, in ogni ipotesi, le verifiche e i calcoli sono stati eseguiti dal software Legal Mind in base ai dati forniti allo studio dagli uffici competenti di Alfa.

Da successivi controlli, gli uffici contabili di Beta apprezzano il parere di compliance, ma si avvedono di alcuni errori di valutazione dei rilevanti crediti, contestati poi formalmente dai clienti di Alfa, i quali documentano anche a Beta di aver adempiuto gran parte dei pagamenti dovuti. Pertanto, Beta comunica ad Alfa  la risoluzione per grave inadempimento del preliminare di cessione d’azienda e preannuncia un’azione di risarcimento del danno patrimoniale e reputazionale.

Di conseguenza, Alfa inoltra la contestazione allo studio legale Best Lawyers, lamentando l’inadempimento del mandato professionale e preannunciando a sua volta l’intento di promuovere una causa nei confronti dell’associazione professionale di cui è socio Tizio.

Assunti i ruoli dei legali di Alfa e dell’associazione professionale Best Lawyers, redigere parere motivato in difesa dei rispettivi mandanti, illustrando le problematiche sottese alla fattispecie in esame.

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Deep fake e pagamento a creditore inesistenteCase

L’amministratore delegato della società Alfa riceve una telefonata dal Chief Executive Officer del gruppo Beta, di cui fa parte, il quale domanda di disporre con urgenza un trasferimento di Euro 50 mila a favore di un nuovo fornitore.

Alla telefonata segue immediatamente un e mail con cui la Segreteria amministrativa del gruppo conferma di aver già disposto il trasferimento alla società della somma da versare.

L’amministratore delegato di Alfa esegue il bonifico, ma qualche giorno dopo apprende che nessuna somma è pervenuta sul conto corrente di Alfa e che il pagamento è stato eseguito a fornitore inesistente, con trasferimento del denaro a conto corrente estero intestato a società inesistente.

Successive indagini appurano che la telefonata è stata eseguita da un sistema di intelligenza artificiale, capace di imitare perfettamente il tono, il timbro e la pronuncia tipica della voce del Chief Executive Officer del gruppo: in particolare, una consulenza tecnica preventiva richiesta da Alfa accerta che il software generatore del deep fake, grazie all’impiego di complessi algoritmi, appare in grado di modificare voci o immagini sostituendo volti e timbri in modo che sia quasi impossibile distinguerli dagli originali.

Pertanto, sulla base degli accertamenti tecnici espletati, la società Alfa chiede a Beta la restituzione della  somma, affermando di aver agito correttamente.

Assunti i ruoli dei legali di Alfa e di Beta, redigere parere motivato in difesa delle rispettive mandanti, illustrando le problematiche sottese alla fattispecie in esame.

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Libertà di informazione in Internet e diritto globale all’oblio telematicoCase

Tizio, noto calciatore e cittadino italiano, chiede alla società Alfa, con sede in California (Stati Uniti d’America), che svolge servizi di informazione e pubblicità sulla rete Internet tramite apposito motore di ricerca e mediante social network telematico, di rimuovere tutte le informazioni personali che lo riguardano e ogni immagine o testo  in contrasto con la dignità della sua persona, da considerarsi illeciti e comunque irrilevanti, dai risultati delle indagini eseguite dagli utenti che si avvalgono dei relativi motori di ricerca sulla rete Internet.

Alfa provvede alla deindicizzazione e alla parziale rimozione di alcune affermazioni o discorsi, limitando i risultati di chi naviga dalle versioni presenti nei Paesi dell’Unione europea, come alfa.it (quella italiana) o alfa.fr (quella francese).

In seguito alle successive contestazioni di Tizio, che insiste nella domanda di cancellazione totale dei propri dati personali e di ogni altra informazione illecita o irrilevante dalle pagine web in tutto il mondo, Alfa respinge la richiesta, rilevando tra l’altro la necessità di tutelare la libertà globale di informazione degli utenti di Internet.

Assunti i ruoli dei legali di Tizio e di Alfa, redigere parere motivato in difesa dei rispettivi mandanti, illustrando le problematiche sottese alla fattispecie in esame.

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Smart contract e premio assicurativo variabileCase

La società Vendebene s.r.l. è assicurata con la compagnia di assicurazione Ci Pensiamo Noi s.p.a. contro i rischi connessi alla concessione del credito operata nell’ambito della propria attività commerciale: in particolare, il contratto copre la perdita totale o parziale dei crediti per l'eventuale insolvenza dei propri clienti per le fatture emesse in un arco di tempo determinato.

La polizza assicurativa è uno smart contract ad esecuzione automatica, stipulato tra le parti aventi sede in Italia tramite rete blockchain, residente su un server situato in Estonia.

Nello smart contract è prevista una clausola di regolazione del premio assicurativo, sulla base della quale il premio è determinato in una parte fissa ed in un’altra variabile con riferimento all'ammontare complessivo delle vendite effettuate dall’assicurata nel periodo assicurativo. A questo fine, la Vendebene s.r.l. assume contrattualmente l’obbligo di comunicare tempestivamente e in modo automatico tramite il sistema informatico alla Ci Pensiamo Noi s.p.a. tali ultimi dati.

A fronte di una serie di perdite di crediti denunciati per il periodo di ottobre 2018, la Vendebene s.r.l. chiede alla Ci Pensiamo Noi s.p.a. di eseguire il pagamento a titolo di indennizzo assicurativo della somma complessiva di € 50.000,00, lamentando altresì  il malfunzionamento dell’esecuzione automatica e programmata del pagamento. La compagnia assicuratrice, tuttavia, nega la presenza di un bug nel sistema informatico dello smart contract e afferma di non essere tenuta alla copertura assicurativa, sottolineando come la Vendebene s.r.l. abbia omesso di comunicare i dati relativi all’ammontare complessivo delle vendite in tale periodo ed abbia perciò pagato il premio assicurativo eseguendo l’obbligazione prevista dallo smart contract solo nella misura corrispondente all’importo fisso.

La Vendebene s.r.l. accerta di avere in realtà comunicato i dati e pagato il conguaglio, allegando perizia tecnica effettuata da un consulente informatico sulla rete blockchain dello smart contract, anche se in ritardo rispetto alla scadenza del periodo assicurativo e successivamente rispetto ai sinistri occorsi.

Assunti i ruoli dei legali della Vendebene s.r.l. e della Ci Pensiamo Noi s.p.a., redigere parere motivato in difesa delle rispettive mandanti, illustrando le problematiche sottese alla fattispecie in esame.

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Facebook fanpage e privacySynopsis

Chi gestisce una fanpage di Facebook e fa uso di dati personali appartenenti ai suoi visitatori, attraverso la funzione Facebook Insights e senza aver correttamente chiesto il consenso specifico di questi ultimi, è tenuto al risarcimento del danno, in solido con Facebook, per il loro illecito trattamento, con conseguente risoluzione del contratto per grave inadempimento dell'obbligo di buona fede.
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Blockchain e smart contract di compravendita immobiliareSynopsis

La tecnologia di registrazione Blockchain, volta ad eseguire uno smart contract avente tutti i requisiti del contratto sottoscritto con firma digitale, produce gli stessi effetti della trascrizione all'interno del registro immobiliare e produce i medesimi effetti in relazione all'opponibilità ai terzi.
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Influencer marketing e concorrenza slealeSynopsis

Non costituisce attività di concorrenza sleale la pubblicizzazione di un prodotto da parte di un influencer che, in base a un contratto di endorsement, svolge una attività di magnificazione della merce.
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Licenziamento via WhatsApp e braccialetto elettronicoSynopsis

L'utilizzo del braccialetto elettronico per facilitare e velocizzare le mansioni di organizzazione e distribuzione dei prodotti in magazzino affidate ai dipendenti è legittimo, essendo uno strumento di lavoro con finalità meramente logistica. E' illegittimo il licenziamento per asserita giusta causa del dipendente che esprime disappunto per l'utilizzo del braccialetto elettronico nella chat di WhatsApp condivisa con i colleghi e l’amministratore delegato del datore di lavoro, integrando tale disappunto esercizio del diritto di critica in ambito sindacale.
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Chat bot e danno alla reputazioneSynopsis

La condotta di Tizio, in quanto utilizzatore di un dispositivo dotato di chat bot attivato in presenza di più persone e pronunciante diverse affermazioni ingiuriose nei confronti di soggetto determinato, integra gli estremi del delitto di diffamazione [art. 595 1°c c.p.] aggravata dall'attribuzione di un fatto determinato [art. 595 2° c c.p.].
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Danno da vacanza rovinataSynopsis

Il consumatore e i suoi familiari hanno diritto al risarcimento del danno patrimoniale e del danno non patrimoniale "da vacanza rovinata" per effetto dell’inadempimento del contratto turistico stipulato con l'organizzatore del viaggio.